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L'impresa sullo schermo. 

L'Archivio Nazionale Cinema Impresa: storia, missione e patrimonio

 

 

Nel 2006 nasce a Ivrea l'Archivio Nazionale Cinema Impresa, in convenzione tra la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, la Regione Piemonte, il Comune di Ivrea e Telecom Italia Spa, con lo scopo di preservare e valorizzare i materiali visivi prodotti nel contesto aziendale. Durante il Novecento, il cinema industriale è stato uno strumento importante nella strategia comunicativa delle aziende, che hanno promosso la realizzazione di migliaia di filmati e documentari che oggi rappresentano una fonte importante per ricostruire la storia economica e sociale italiana.

Olivetti - Personal computer Philos e Quaderno (1993)

L'Archivio ha la propria sede nell'ex asilo Olivetti e conserva all'incirca 82.000 bobine di film realizzate a partire dai primissimi anni del Novecento da, come riportato sul sito, aziende quali Aem Milano, Aurora Penne, Birra Peroni, Borsalino, Bosca, Breda, Edison, Fiat, Ferrovie dello Stato, Frama Film International, GFT, GTT, Innocenti, IREN, Istituto per il Commercio Estero, Italgas, Metropolitana Milanese, Montecatini, Montedison, Necchi, Nino Cerruti, Olivetti, Rancilio, Recchi, Menabrea, Venchi Unica, Veneranda Fabbrica del Duomo; enti di ricerca come l'Enea e l'Enea Antartide; case di produzione come Frama Film International-Victor J Tognola, Fargo Film, Documento Film, RPR, Buttafarro, Showbiz-Ranuccio Sodi, Film Master e Rectafilm; associazioni culturali Art Doc Festival, FEDIC; e privati come Edoardo Fadini, Filippo Paolone, Agata Guttadauro, Arcangelo Mazzoleni, Andrea Berbacchi, Ranuccio Sodi, Antonio Canevarolo e Corrado Farina.

In collaborazione con la Direzione Generale Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Archivio ha creato CinemaimpresaTV, un canale YouTube dedicato al cinema d'impresa. L'iniziativa mira a diffondere sul web il vasto patrimonio degli archivi aziendali prodotti tra il 1911 e il 2011, consentendo a ricercatori, studenti e appassionati di consultare online documenti audiovisivi essenziali per ricostruire la storia economica e sociale del secolo scorso. Inoltre, l'Archivio dispone di un laboratorio interno dedicato alla digitalizzazione dei principali formati di pellicola cinematografica fino alla risoluzione 4K, nonché dei più comuni nastri magnetici su cassetta e a bobina aperta. Il laboratorio è inoltre dotato di software professionali per il restauro digitale sia dell'immagine che dell'audio. Negli ultimi anni l'Archivio ha esteso il proprio interesse a generi cinematografici finora poco esplorati o del tutto sconosciuti, come il cinema di argomento religioso, il cinema sperimentale e militante, e il cinema di famiglia, di cui custodisce una delle raccolte più ampie a livello nazionale: circa 10.000 film.

Fiat 1800 con Monica Vitti (1961)

Questi documenti, nati spesso come strumenti di comunicazione interna o di immagine aziendale, sono una risorsa preziosa per la comprensione delle dinamiche che hanno plasmato il mondo del lavoro italiano e i loro intrecci con i fenomeni sociali e culturali che hanno attraversato il Paese.