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CFP - Lavoro subalterno e (im)mobilità – numero speciale di Sociologie du travail (scadenza 1 settembre 2026)

Questo numero speciale analizza come le lavoratrici e i lavoratori subalterni siano plasmati dall’(im)mobilità, intesa come insieme di configurazioni spazio-temporali che allo stesso tempo permettono, limitano e disciplinano il movimento. L’obiettivo è ripensare il lavoro come il prodotto di una tensione tra mobilitazione della forza lavoro, restrizione dei movimenti e agentività dei lavoratori. Mobilità e immobilità vengono quindi concepite come un vero e proprio campo di conflitto, in cui si confrontano logiche di coercizione, controllo, mobilitazione e aspirazioni all’autonomia.

Argomentazione

Negli ultimi decenni, la mobilità è diventata una categoria centrale per comprendere le società contemporanee (“mobility turn”). Tuttavia, le crisi recenti – dalla crisi finanziaria del 2008 alla pandemia di COVID-19 – hanno reso visibili le asimmetrie della mobilità.

La mobilità può essere:

  • privilegio e flessibilità per alcuni gruppi
  • vincolo, precarietà o esclusione per altri

Queste dinamiche colpiscono in particolare i lavoratori subalterni, intesi in senso gramsciano come soggetti collocati in posizioni subordinate e spesso privi di voce autonoma.

Il dossier insiste sulla dialettica mobilità/immobilità:

  • non categorie opposte
  • ma un continuum tra dipendenza e autonomia

L’im/mobilità diventa così una chiave per analizzare:

  • gerarchie sociali e spaziali
  • regimi di lavoro
  • conflitti di legittimità

Quadro teorico

Il dossier dialoga con diversi ambiti:

  • storia globale del lavoro → pluralità dei regimi lavorativi (libero/non libero)
  • mobility studies → circolazioni di persone, oggetti e idee
  • studi sulla logistica → rapporto tra mobilità, lavoro e diritti

L’idea centrale è che il capitalismo contemporaneo si fondi su una oscillazione costante tra movimento e immobilizzazione della forza lavoro.


Assi tematici

1. Istituire la dipendenza: coercizione, consenso, diritti

Analisi delle forme di lavoro vincolato (storiche e contemporanee) e dei dispositivi che regolano mobilità e dipendenza.

Domande chiave:

  • Come si costruiscono le forme di lavoro coercitivo?
  • In che modo il controllo della mobilità produce consenso o adesione?
  • Come mobilità e diritti si intrecciano?

2. Governare la mobilità del lavoro: dispositivi e infrastrutture

Studio degli strumenti materiali e immateriali che organizzano e controllano la mobilità:

  • documenti amministrativi (visti, passaporti, libretti)
  • infrastrutture (porti, aeroporti, zone logistiche)
  • tecnologie (algoritmi, geolocalizzazione)
  • luoghi di lavoro e spazi liminali (frontiere, campi, centri di detenzione)

Focus su come questi dispositivi producono regimi differenziati di mobilità e disuguaglianza.


3. Contestare l’im/mobilità: fughe, strategie, agentività

Analisi delle forme di resistenza e negoziazione:

  • fuga, assenteismo, rottura del contratto
  • migrazioni non autorizzate
  • lavoro informale
  • strategie contro la sorveglianza

L’im/mobilità diventa qui una risorsa politica per:

  • ridefinire le condizioni di lavoro
  • negoziare diritti
  • costruire solidarietà

Come candidarsi

Gli articoli devono essere anonimizzati secondo le linee guida della rivista.


Valutazione

  • Peer review anonima
  • Possibili revisioni in più fasi
  • Pubblicazione prevista: primo semestre 2028

Nota importante

La selezione è completamente anonima:
non bisogna contattare direttamente i/le coordinatori/trici, ma inviare il contributo tramite il sito.

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