Notizia

Conference: designed by Freepik from Flaticon
CFP Comunicazione informale nell’Europa nazista: Seconda guerra mondiale, occupazione e ricerca di significato nelle società in guerra (scadenza 1 maggio 2026)
Conferenza finale del progetto del Leibniz Junior Research Group “‘Man hört, man spricht’: Comunicazione informale e informazione ‘dal basso’ nell’Europa nazista” (INFOCOM), presso il Leibniz Institute for Contemporary History (IfZ) di Monaco.
Comunicazione informale nell’Europa nazista: Seconda guerra mondiale, occupazione e ricerca di significato nelle società in guerra
Nel corso della Seconda guerra mondiale, oltre 200 milioni di europei furono sottoposti al dominio nazista. Dagli Stati baltici ai Balcani, dalle coste della Normandia alle rive del Mar Nero e oltre, la Germania nazista e i suoi alleati diedero avvio a progetti di pulizia etnica e genocidio fino ad allora inimmaginabili, trasformando le società europee in modi che continuano a risuonare fino a oggi. Tuttavia, tali trasformazioni non furono semplicemente il prodotto di imponenti visioni ideologiche e politiche di conquista attuate “dall’alto”. Esse furono piuttosto il risultato continuamente negoziato e fragile di milioni di atti di introspezione, auto-collocazione e azione rispetto a una molteplicità di nuove e terrificanti realtà.
Cruciale per queste negoziazioni fu la comunicazione, che ebbe luogo in un ambiente molto particolare. In tutta Europa, le condizioni di guerra e il dominio dell’Asse devastarono le fonti consolidate di informazione e le sfere pubbliche, mentre censura, propaganda e dittatura si spinsero a livelli senza precedenti nel limitare, modellare e (ri)dirigere l’opinione pubblica. Di conseguenza, la Seconda guerra mondiale divenne un terreno fertile per canali informativi alternativi e informali, in cui voci, pettegolezzi e racconti esagerati contribuirono a plasmare le azioni degli individui e il loro senso della realtà.
Adottando un approccio multidisciplinare e transnazionale, questa conferenza esplora il ruolo della comunicazione informale nelle condizioni di occupazione durante la Seconda guerra mondiale e sotto il dominio nazista. Riunendo specialisti di diverse società europee, la conferenza esamina, da un lato, il rapporto tra comunicazione informale e comunicazione ufficiale statale e, dall’altro, il suo radicamento in specifiche realtà sociali e mentalità di guerra. Più in generale, si interroga su come gli individui abbiano impiegato diverse strategie comunicative e interpretative per dare senso e agire all’interno di paesaggi di distruzione in continuo mutamento.
In questo senso, la conferenza accoglie contributi che affrontino le seguenti domande (non esaustive):
- Quale ruolo ha avuto la comunicazione informale in specifici contesti della Seconda guerra mondiale? Tra quali popolazioni, in quali situazioni e per quali scopi alcune forme di comunicazione informale sono diventate particolarmente rilevanti?
- Cosa rivelano le forme, i contenuti e le modalità della comunicazione informale sulle relazioni sociali, sulla creazione di categorie identificative (definite da genere, etnia, età, lingua, ecc.) o sulle possibilità di agency in condizioni di violenza e sconvolgimento? In che modo ciò si collega a pratiche di adattamento o opposizione ai regimi, in particolare rispetto alla Germania nazista e ai suoi alleati?
- In che modo soldati e/o civili cercarono di spiegare un mondo sconvolto dal conflitto globale? Quale ruolo ebbero le esperienze di conflitti precedenti (ad esempio la Prima guerra mondiale o le guerre coloniali)? In che modo i contesti coloniali europei in corso plasmarono comunicazioni e aspettative sulla Seconda guerra mondiale?
- In che modo la comunicazione informale rese possibile la produzione di nuove forme di conoscenza, in particolare in relazione alle atrocità naziste in corso? Cosa può rivelare lo studio di voci, barzellette o profezie sull’emergere di una conoscenza della Shoah?
- Quale fu il ruolo dei paesi neutrali (ad esempio Svizzera, Svezia) o delle reti transnazionali (come la Chiesa cattolica) nella diffusione di conoscenze informali sui crimini nazisti? In che modo attori statali, inclusi la Germania nazista o gli Alleati, utilizzarono la comunicazione informale per diffondere o occultare queste conoscenze emergenti?
- Come reagirono gli Stati alle sfere informali di comunicazione? Quali sforzi mobilitarono i regimi nazisti e altri regimi dittatoriali per monitorare le società, contrastare le voci e definire la comunicazione informale come comportamento “deviante”? Come si confronta ciò con le pratiche di sorveglianza degli Stati democratici durante la Seconda guerra mondiale (ad esempio Gran Bretagna o Stati Uniti)?
- Quali parallelismi si possono tracciare tra gli ecosistemi comunicativi dei diversi regimi politici e le pratiche comunicative che essi favorirono? In che misura è possibile comparare Germania nazista, Francia di Vichy, Unione Sovietica o i diversi territori europei alleati o occupati? Cosa si può dire della specificità della comunicazione informale sotto regimi dittatoriali rispetto alle democrazie?
- Come ricostruiamo le pratiche comunicative informali del passato? Quali fonti abbiamo a disposizione? Come possiamo problematizzarle e contestualizzarle? In che modo le sfide metodologiche si collegano a questioni più ampie di credibilità e veridicità, sia rispetto agli attori storici sia alla nostra posizione attuale come studiosi?
- In che misura le pratiche comunicative informali in tempo di guerra ebbero effetti nel periodo postbellico? Come influenzarono gli sforzi globali di ricostruzione e i confronti degli europei con i crimini del loro passato recente?
- Quali prospettive può offrire un’analisi storica della comunicazione informale, delle “fake news” e della “post-verità” ai dibattiti contemporanei su questi temi?
Per affrontare queste questioni, la conferenza accoglie contributi da studiosi di diverse discipline (storia, studi sulla comunicazione e letteratura, sociologia, antropologia) che lavorano sulla Seconda guerra mondiale, sui suoi antecedenti e immediati sviluppi, nonché sulle sue risonanze memoriali e storiografiche di lungo periodo.
Si incoraggiano studi su contesti geografici diversi, con particolare attenzione alle società europee che hanno vissuto l’occupazione nazista e il dominio dittatoriale. Tuttavia, per favorire un confronto esplicito, sono benvenuti anche contributi su altre società, inclusi i collaboratori non europei della Germania nazista (ad esempio il Giappone) o gli Stati alleati.
Nel complesso, la conferenza mira a sviluppare un approccio moderno e transnazionale alla comunicazione in condizioni di guerra e occupazione, storicizzando al contempo i dibattiti contemporanei su media, post-verità e verità.
Informazioni pratiche
Si tratta della conferenza finale del progetto “‘Man hört, man spricht’: Comunicazione informale e informazione ‘dal basso’ nell’Europa nazista” (INFOCOM), presso l’IfZ di Monaco.
Per maggiori informazioni: https://www.ifz-muenchen.de/en/news/topics/man-hoert-man-spricht
La conferenza si terrà dal 7 al 9 ottobre 2026 presso l’IfZ di Monaco.
I partecipanti dovranno inviare un abstract esteso (circa 500 parole) per la circolazione interna prima del workshop. Le presentazioni dureranno 20 minuti. La lingua di lavoro è l’inglese.
Una selezione di articoli originali sarà pubblicata in un volume collettivo sottoposto a peer review. Nella candidatura è richiesto di indicare se si è interessati a contribuire con un articolo (inedito).
Le spese di viaggio e alloggio degli invitati saranno coperte dall’IfZ.
La keynote pubblica sarà tenuta da Jo Fox, Professoressa di Storia Moderna e Pro-Vice-Chancellor presso la Newcastle University.
Come candidarsi
Inviare:
- una breve biografia (max. 150 parole)
- il titolo e un abstract in inglese (max. 250 parole)
in un unico file PDF alla responsabile del progetto: Caroline Mezger (caroline.mezger@ehess.fr)
Scadenza: 1 maggio 2026
Notifica esito: fine giugno
Comitato scientifico
- Caroline Mezger (organizzatrice principale, EHESS)
- Florent Brayard (EHESS/CNRS)
- Thomas Chopard (EHESS)
- Johannes Großmann (LMU Monaco)
- Isabel Heinemann (IfZ Monaco)
Contatto:
caroline.mezger@ehess.fr
Bandi CFP
