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CFP Exit–Voice–Labour: ripensare le migrazioni dell’Europa centrale e orientale in una prospettiva transnazionale e storica (scadenza 18 maggio 2026)

Basandosi (e aggiornando criticamente) il classico modello di Albert O. Hirschman exit–voice–loyalty, la conferenza invita contributi che esplorino il rapporto tra migrazione, condizioni politiche, lavoro e agency — sia in prospettiva contemporanea sia storica, e lungo molteplici rotte migratorie (non solo “Est–Ovest”).

Modalità: in presenza
Date: 16.11.2026 – 18.11.2026

Exit–Voice–Labour: ripensare le migrazioni dell’Europa centrale e orientale in una prospettiva transnazionale e storica

La diffusione degli approcci globali nello studio delle migrazioni e delle diaspore all’inizio del secolo ha apparentemente reso obsoleto il tradizionale modello di Albert O. Hirschman “exit, voice e loyalty”. Tuttavia, questo concetto ha recentemente conosciuto un rinnovato interesse tra gli studiosi delle migrazioni.

Applicato allo studio dell’interazione tra migrazione e condizioni politiche, Hirschman concepiva originariamente “exit” e “voice” come opzioni inconciliabili: i cittadini potevano esprimere il proprio dissenso verso le autorità emigrando (exit), rinunciando però a far sentire la propria voce all’interno del paese (voice). Piuttosto che abbandonare completamente questo modello, negli ultimi anni gli studiosi lo hanno rielaborato, sottolineando nuove forme di attivismo politico transnazionale e la possibilità di simultaneità e intersezione tra categorie analitiche tradizionali, rese possibili da nuove tecnologie e maggiore mobilità.

Lo stesso Hirschman rivisitò questa opposizione analizzando le trasformazioni del 1989 nella Germania Est, concludendo che la migrazione di massa all’estero aveva in realtà rafforzato i movimenti sociali interni.

Oggi, gli studiosi dell’Europa centrale e orientale utilizzano sempre più interpretazioni aggiornate di questo concetto per analizzare gli effetti complessi della migrazione — e del ritorno — sia sulle società di destinazione sia su quelle di origine. Tuttavia, il potenziale di applicare una prospettiva transnazionale su “exit, voice e loyalty” allo studio delle migrazioni contemporanee e storiche nella regione resta in gran parte inesplorato.


Invito ai contributi

Si invitano studiose e studiosi di diverse discipline (sociologia, scienze politiche, economia, storia, studi culturali, antropologia sociale) a presentare lavori che offrano prospettive innovative e critiche sullo studio delle migrazioni e dell’agency migrante in relazione ai sistemi politici della regione.

In particolare, si incoraggiano ricerche che sviluppino le seguenti direzioni:


Exit, Voice e lavoro

La maggior parte degli studi sulle migrazioni nell’Europa centrale e orientale si concentra sulla mobilità legata alle differenze di reddito tra regioni periferiche e centrali. Le migrazioni non economiche vengono invece analizzate soprattutto in contesti estremi (rifugiati di guerra, sfollamenti forzati).

La conferenza mira a connettere analiticamente la ricerca di una “vita normale” con le risposte a una vasta gamma di sfide politiche (nepotismo, autoritarismo crescente, istituzioni catturate, ecc.) attraverso il lavoro.

  • Come si intrecciano fattori economici, sociali, politici e culturali nelle decisioni migratorie?
  • Come vengono socializzati politicamente i migranti economici nelle comunità diasporiche?
  • In che modo la possibilità di “exit” incide sulle possibilità di organizzazione dei movimenti sociali e del lavoro nei paesi di origine?

Storicizzare “exit” e “voice”

Le migrazioni transnazionali nella regione sono spesso associate all’espansione dell’UE e alla liberalizzazione dei visti. Tuttavia, la storiografia sulla “globalizzazione socialista” durante la Guerra fredda mette in discussione l’idea di un blocco orientale isolato, evidenziando scambi multidirezionali.

È possibile applicare questi strumenti analitici anche a periodi precedenti (interbellico, XIX secolo).

  • In che misura si possono individuare influenze di ritorno delle diaspore in epoche precedenti?
  • Come circolavano persone e idee in contesti caratterizzati da limiti tecnologici e diversi regimi migratori?

“Exit” e “voice” oltre l’asse Est–Ovest

Nonostante gli sviluppi teorici, la ricerca resta concentrata sull’asse Est–Ovest. Tuttavia, esistono molte altre traiettorie migratorie (Ovest–Est, Est–Sud, Nord–Sud, Est–Est) che meritano attenzione.

  • Emergono nuovi modelli migratori all’interno dell’ex Europa orientale?
  • Si possono individuare continuità o nuove tendenze nelle migrazioni oltremare?
  • Quali differenze emergono nelle forme di “voice” lungo diverse rotte migratorie?

Linee guida per la candidatura

La candidatura deve includere:

  • nome completo dell’autore/autrice
  • affiliazione
  • indirizzo e-mail
  • titolo del contributo
  • abstract (max. 300 parole)
  • breve bio accademica (max. 200 parole)

Le proposte devono essere inviate a:
exit_voice.recet@univie.ac.at


Informazioni pratiche

  • Lingua di lavoro: inglese
  • Partecipazione gratuita
  • Pasti e rinfreschi inclusi
  • Disponibili fondi limitati per viaggio e alloggio (priorità a early-career senza finanziamento istituzionale)

Organizzazione

La conferenza è organizzata da:

  • Università di Vienna (RECET)
  • Università di Banja Luka (FPN)
  • Accademia Slovena delle Scienze (ZRC SAZU)
  • Leibniz Institute for East and Southeast European Studies (IOS, Regensburg)

nell’ambito del progetto Horizon Europe RETLAMI-SEE, finanziato dalla Commissione Europea.


Comitato scientifico

(Anđela Pepić, Dalibor Savić, Bojana Vukojević, Tanja Petrović, Ana Hofman, Nejra Čengić, Goran Musić, Rory Archer, Ulf Brunnbauer, Jacqueline Nießer)


Comitato organizzatore

(Goran Musić, Rory Archer, Tanja Petrović, Anđela Pepić, Ulf Brunnbauer)


 

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