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CFP - Migrazione e mobilità nelle terre di confine ottomane e post-ottomane, XIX–XXI secolo (Scadenza 17/08/2026)

Organizzatore: Department of Near Eastern Studies, University of Vienna, Date: 13.11.2026 - 14.11.2026

Gli ultimi decenni hanno portato a una crescente solidificazione dei confini contemporanei in Medio Oriente (Tejel and Öztan 2023), poiché i muri di confine tra Turchia e Siria, Egitto e Gaza, così come Arabia Saudita e Yemen, sono diventati manifestazioni tangibili e impermeabili della segregazione spaziale. Nel Mar Egeo, la Guardia Costiera ellenica e Frontex hanno creato un sistema di controllo delle frontiere similmente rigido, benché mobile e dunque più permeabile, caratterizzato molto più dalla sua funzione coercitiva che da una presunta funzione umanitaria (López 2022). Alla luce di questi sviluppi, il nostro workshop è interessato a mettere in evidenza istanze di liminalità, permeabilità e fluidità dei confini, così come i loro effetti su individui, comunità e soprattutto gruppi minoritari, per esempio armeni, greci, curdi. In questo senso, i confini possono essere compresi non come linee fisse, ma come parte di più ampie reti di mobilità e interazione, in linea con approcci che sottolineano la connettività e le dinamiche micro-regionali (Horden and Purcell 2000). Le terre di confine, per estensione, sono dunque “spazi in cui luogo, identità e relazioni di potere si intersecano nel tempo” (Schlaepfer and Tejel 2024: 81).

Concentrandosi in particolare su prospettive individuali e microstoriche, questo workshop cerca di tracciare istanze di mobilità transfrontaliera, reti, culture minoritarie e memoria in spazi di confine che trascendono o hanno trasceso la divisione territoriale dell’ex Impero ottomano. Pertanto, intendiamo discutere il confine/le terre di confine e la mobilità transfrontaliera non alla luce del controllo e della sorveglianza dall’alto, ma come sito di vivaci dinamiche sociali, economiche e culturali, agency individuale, trasgressione, relazioni transfrontaliere, identità e produzione della memoria, in particolare in relazione a esperienze di mobilità e sfollamento. Intrecciando prospettive microstoriche e storie minoritarie con dibattiti più ampi nei border studies e nei mobility studies, il workshop mira ad aprire nuove strade metodologiche e concettuali per lo studio del mondo ottomano e post-ottomano.

Invitiamo in particolare contributi da campi quali storia, sociologia, antropologia, etnologia, studi spaziali e di confine, che affrontino varie istanze di mobilità transfrontaliera, specifiche terre di confine/zone di confine, reti diasporiche transnazionali, storie minoritarie, memoria e produzione della memoria nel contesto dello spazio ottomano e post-ottomano.

Possibili domande includono:

  • In che modo gli approcci recenti alla migrazione, per esempio mobility studies, refugee studies, memory studies ecc., rimodellano lo studio delle terre di confine?
  • In che modo i paesaggi mutevoli delle terre di confine influenzano la mobilità, la migrazione e l’agency individuale e collettiva?
  • Quale ruolo svolgono le terre di confine fisiche, culturali ed emotive nella creazione dell’identità diasporica, della memoria e della produzione della memoria?
  • In che modo la mobilità e l’identità nelle terre di confine modellano gli spazi sociali nell’Impero ottomano / in Turchia / nelle comunità della diaspora ottomana e turca?
  • In che modo le comunità nelle terre di confine ottomane / turche negoziano l’appartenenza, quando confini mutevoli ridefiniscono chi si trovava “dentro” e “fuori”?
  • In che modo memorie/eventi traumatici, per esempio genocidio, scambio di popolazioni, Olocausto, deportazione forzata ecc., influenzano la successiva costruzione dell’identità tra i migranti nelle diaspore?
  • In che modo rifugiati, migranti e popolazioni mobili ri-negoziano i confini?
  • In che modo le memorie della migrazione e dello sfollamento vengono espresse e materializzate, per esempio attraverso monumenti, archivi o pratiche quotidiane? Memorie e loro manifestazione in oggetti materiali/produzione della memoria.

Il workshop di due giorni, 13–14 novembre 2026, è ospitato dal Department of Near Eastern Studies, situato nel campus dell’Università di Vienna. Saranno offerte borse parziali per viaggio e/o alloggio in base alle esigenze dei partecipanti e ai finanziamenti disponibili. Queste saranno pagabili solo dopo la partecipazione e la presentazione di tutte le ricevute pertinenti, esclusivamente in originale.

Incoraggiamo in particolare dottorandi e studiosi early-career a candidarsi. Accogliamo inoltre specificamente contributi dalle Doctoral Schools con sede a Vienna, come la Doctoral School of Philological and Cultural Studies e la Doctoral School of Historical and Cultural Studies.

Si prega di inviare abstract, massimo 300 parole, e breve bio, massimo 100 parole, a julia.froehlich@univie.ac.at entro e non oltre il 17 agosto. I candidati selezionati riceveranno comunicazione entro il 1 settembre. I paper completi saranno fatti circolare quattro settimane prima del workshop per consentire una discussione approfondita. Si prega di inviare il paper, massimo 6.000 parole incluse le referenze, entro il 12 ottobre.

Comitato organizzativo: Julia Fröhlich-Siegl, Özlem Sultan Çolak

Contatto
julia.froehlich@univie.ac.at

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