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CFP - Reazioni, ricomposizioni, reinvenzioni: la questione della “relance” degli imperi coloniali francese e spagnolo, Americhe, 1763–1898 (scadenza 25/09/2026)

Il convegno ha lo scopo di mettere in dialogo le storiografie sugli imperi francese e spagnolo intorno alla nozione di relance imperiale, mobilitando la plasticità di questa categoria per interrogare congiuntamente reazioni, ricomposizioni e reinvenzioni delle forme di dominio imperiale nelle Americhe tra circa il 1763 e il 1898.

Aperta dalla Guerra dei Sette Anni (1756–1763), una lunga sequenza di crisi imperiali, conflitti inter-imperiali e decolonizzazioni precoci colpì profondamente le colonie francesi e spagnole nelle Americhe. Lungi dal disegnare un processo lineare di ritiro imperiale per la Francia e la Spagna, questo periodo fu segnato anche da una proliferazione di progetti di “relance” volti a ridefinire i fondamenti della dominazione imperiale e a ricomporre i loro spazi coloniali. È in questo sentimento condiviso di crisi e di necessario rinnovamento, declinato secondo temporalità, scale e repertori d’azione variati, coltivato da numerosi attori degli imperi francese e spagnolo, che questo convegno trova il suo punto di partenza. Nel solco di una storiografia che ha contribuito a riconciliare analiticamente le categorie di “impero” e “rivoluzione”, a lungo pensate come antinomiche, è ormai possibile considerare il lungo XIX secolo come un momento di rifondazione dei modi di governance imperiale, dei regimi di legittimità e degli statuti politici, all’interno di “nazioni imperiali” in profonda trasformazione (Fradera 2015; Thibaud 2023). Nel caso spagnolo, lo studio della crisi e della disintegrazione dell’impero nelle Americhe è stato a lungo dominato da un racconto che ne sottolineava la presunta incapacità di riformarsi, come prigioniero di un modello mercantilista ed estrattivista sclerotizzato. Questa lettura di un impero condannato all’immobilismo e al declino è stata da allora profondamente rivista. Lavori recenti hanno messo in evidenza la diversità e l’ambizione dei progetti di relance imperiale fin dagli anni 1760, sull’esempio di nuovi progetti di colonizzazione e sfruttamento delle colonie di Trinidad (Soriano 2024) e di Santo Domingo (Tavárez 2025). Parallelamente, il paradigma delle coscienze nazionali creole come matrice principale delle indipendenze ispano-americane è stato ampiamente sfumato (Guerra 1992; Rodríguez 1996; Adelman 2006). Se alcuni studi hanno sottolineato cause strutturali legate al fallimento delle riforme borboniche e ai conflitti inter-imperiali del periodo, altri lavori hanno insistito sul carattere imprevisto, ambivalente e contingente della dissoluzione imperiale, in particolare a seguito del “momento 1808”, all’interno di una monarchia composita. Una storiografia dinamica mette inoltre in luce la continuità e la pluralità delle forme di lealismo — dalle élite coloniali alle popolazioni subalterne delle Americhe — così come la persistenza e la rifondazione di progetti imperiali ben oltre le rotture rivoluzionarie (Sartorius 2013; Echeverri 2016; Escrig Rosa 2024). Gli studi sul caso francese, da parte loro, hanno permesso di riconsiderare la dicotomia tradizionale tra un “primo” e un “secondo” impero coloniale (Dorigny & Gainot 2018). Un insieme di lavori recenti invita a rivalutare l’idea di una distinzione e transizione netta tra un impero mercantilista schiavista centrato sulle Americhe e un impero del libero scambio, del lavoro libero e della “colonizzazione nuova” in Africa e in Asia a partire dalla metà del XIX secolo (Todd 2011; Røge 2019; Covo 2022). Altri studi hanno messo in evidenza la persistenza di potenti immaginari di grandezza imperiale e di nostalgia coloniale, in particolare intorno al caso di Saint-Domingue/Haiti, come repertorio d’azione e di mobilitazione politica nei decenni postrivoluzionari (Lewis 2017; Pestel 2017). Questi contributi ci invitano a pensare questo impero francese in trasformazione attraverso un serbatoio di repertori imperiali continuamente rimobilitati e reinventati nello spazio americano e oltre, piuttosto che come un insieme di fasi separate in geografie coloniali che si succedono linearmente. Derivato in particolare dalla storiografia sull’impero britannico, un campo emergente di ricerca si dedica ormai allo studio dei “meridiani imperiali” francesi e spagnoli, decentrando un dibattito a lungo britannico-centrico (Bartolomei, Huetz de Lemps & Rodrigo y Alharilla 2021; Chaviano Pérez 2021; Escribano Roca & Guerrero 2022; Vicent & Escribano Roca 2025). Questa storiografia mette in luce il ridispiegamento di questi imperi verso nuovi spazi, così come lo sviluppo di nuove forme di imperialismo informale o la pertinenza rinnovata di alcune modalità di potenza imperiale: rinnovamento delle marine da guerra e ricorso ai corsari; importanza dei consoli e di altri agenti extraterritoriali; imperialismo commerciale fondato sul credito, la finanza e l’influenza economica; missioni scientifiche e discorsi pan-ispanisti/pan-latinisti come vettori di legittimazione neoimperiale, tra altri temi. Poiché questi due spazi imperiali non erano ermeticamente separati, tali questioni si inscrivono progressivamente in un quadro di analisi transimperiale in via di emersione (Hedinger & Heé 2018; Hedinger & Heé 2025). L’approccio transimperiale offre un filo conduttore particolarmente fecondo per questo convegno: permette di analizzare le circolazioni di modelli e ispirazioni, le dinamiche di collaborazione, trasferimento e prestito, ma anche le rivalità, divergenze e conflitti che opponevano attori provenienti da questi due imperi intorno alle questioni legate alle loro rispettive relance.

Assi di riflessione

Inscrivendosi nella linea di questi rinnovamenti storiografici, questo convegno ha lo scopo di mettere in dialogo le storiografie dei due imperi intorno alla nozione di relance imperiale, assumendo la plasticità di questa categoria per interrogare congiuntamente reazioni, ricomposizioni e reinvenzioni delle forme di dominio imperiale nelle Americhe tra circa il 1763 e il 1898. Le proposte di comunicazione potranno inscriversi, senza limitarsi a essi, nei seguenti assi:

Asse 1. Temporalità e genealogie

Questo primo asse invita a ripensare le relance imperiali francesi e spagnole non unicamente come tentativi reazionari di restaurazione di ordini coloniali in declino, ma come imprese di sperimentazione politica, economica e sociale, volte per esempio a modellare questi insiemi in imperi costituzionali o commerciali. Si tratterà di esaminare come, in contesti di crisi profonde, gli attori imperiali mobilitarono, combinarono o reinventarono repertori ereditati dall’ortodossia coloniale e modelli presentati come innovativi, ispirati al pensiero fisiocratico e liberale (Biancardini 2015). I contributi potranno anche esplorare la riconduzione o la riconfigurazione di antichi modelli mercantilisti di commercio e sfruttamento coloniale, così come la mobilitazione dei saperi dell’economia politica nell’elaborazione di nuove forme di “messa in valore” e di “colonizzazione nuova”. I contributi sono invitati a interrogare le temporalità differenziate di queste mutazioni imperiali, gli scarti tra metropoli e colonie, così come le continuità e le rotture che queste relance imperiali implicarono, al fine di valutare in quale misura tali progetti rientrassero in un adattamento pragmatico o in una vera ridefinizione strutturale delle forme dell’imperialismo. Come pensarono i contemporanei la crisi imperiale: come parentesi, declino irreversibile o opportunità di rifondazione? Come articolarono i progetti di relance riferimenti a un passato idealizzato, diagnosi del presente e proiezioni verso futuri imperiali possibili? Questo asse invita inoltre a riflettere sulle genealogie di relance imperiali che collegano le esperienze americane ad altri spazi coloniali, sulla pertinenza di una sequenza tra primi e secondi imperi francese e spagnolo, e sull’idea implicita soggiacente di un “tempo morto” imperiale tra queste due sequenze.

Asse 2. Scale, spazi e attori

Un secondo asse di riflessione potrà riguardare i territori, le scale — locali/regionali; transatlantiche/emisferiche — e gli attori al centro dei progetti di relance imperiale. Si tratterà in particolare di interrogare la tensione tra ritiro e reinvestimento dello spazio americano, tra contrazione e riconfigurazione territoriale, comune agli imperi francese e spagnolo. Questo asse invita così ad analizzare le dinamiche di riterritorializzazione e le nuove concezioni dello spazio imperiale emerse in questo contesto, così come il posto specifico delle Americhe come teatro di osservazione di una reinvenzione globale degli imperialismi francese e spagnolo lungo il XIX secolo. I contributi potranno, in questo spirito, analizzare l’intreccio tra produzione di saperi — cartografia, medicina, ingegneria, statistica, agronomia, botanica — e governo dei territori imperiali, intesi come strumenti di domesticazione e appropriazione dello spazio. Potranno interrogare il modo in cui questi saperi contribuirono alla riconfigurazione degli spazi imperiali, alla legittimazione di nuove forme di dominio e al ruolo delle Americhe come laboratorio di pratiche ed expertise imperiali reinvestite altrove. Un’attenzione particolare potrà essere accordata alle popolazioni coinvolte da questi progetti, come partecipanti volontarie o vittime: autori, mediatori e intermediari dei progetti di relance imperiale; trapianti e ridispiegamenti di popolazioni spostate dalla Guerra dei Sette Anni, dalla Rivoluzione haitiana e dalle guerre d’indipendenza ispano-americane, tra le altre; legami tra politiche imperiali e governo degli esili e delle migrazioni politiche; attrazione e inquadramento di un’immigrazione europea libera o rilancio del commercio transatlantico di persone ridotte in schiavitù. I contributi potranno così analizzare le incidenze sociali e ambientali di queste relance imperiali — senza essere esaustivi: “seconda schiavitù”, problematiche legate all’estrazione coloniale, conflitti intorno alle terre — così come le forme di contestazione e resistenza, in particolare da parte di popolazioni indigene e afrodiscendenti, che esse suscitarono. Questo asse invita così a una riflessione metodologica e narrativa sui modi di scrivere queste storie senza invisibilizzare alcuni attori, in modo da restituire la pluralità di queste esperienze — immaginate, subite e resistite — di relance imperiale.

Asse 3. Dinamiche e circolazioni transimperiali

Il terzo e ultimo asse di questo convegno propone di inscrivere le relance imperiali francesi e spagnole in una prospettiva risolutamente transimperiale, attenta alle circolazioni, ai prestiti e alle interazioni tra questi due imperi, e oltre. I contributi potranno analizzare le ispirazioni incrociate e le collaborazioni pratiche — in particolare intorno a imprese di “pacificazione” e di ricolonizzazione — tanto quanto le frizioni, rivalità e conflitti che opponevano gli attori impegnati in questi progetti. Questo approccio transimperiale permetterà anche di interrogare nuovamente la tensione tra differenziazione e messa su un piede di uguaglianza degli spazi coloniali rispetto alle metropoli. Le proposte potranno così esaminare la rifondazione dei quadri giuridici e istituzionali della sovranità imperiale, la ridefinizione dello statuto dei territori — regimi d’eccezione, statuti ibridi di tipo protettorato — e delle popolazioni all’interno di imperi “compositi” in trasformazione. Inoltre, la comune resurrezione imperiale degli anni 1860 — a Santo Domingo e nel Pacifico per la Spagna, durante la spedizione del Messico per la Francia — potrà essere ripensata come un momento rivelatore sia di dinamiche imperiali condivise sia di divergenze strutturali. Le proposte sono infine invitate a riconsiderare il ruolo dell’impero britannico, tra altre entità, come forza motrice diretta o indiretta di queste mutazioni imperiali — particolarmente sotto l’effetto della pressione abolizionista che esso esercitò a partire dal 1807 nello spazio atlantico. Di volta in volta modello o contro-modello, partner o rivale, l’impero britannico rappresentò un attore chiave di questo campo transimperiale di riflessione e d’azione, all’interno del quale si ridefinirono le ambizioni imperiali francesi e spagnole.

Modalità pratiche di contributo

Data limite e modalità di invio delle proposte di comunicazione, redatte in francese, spagnolo o inglese, lingue di comunicazione del convegno: entro e non oltre il 25 settembre 2026, a thomas.mareite@ehess.fr, con oggetto [NOM_Colloque_Relance].

Le proposte dovranno riunire in un solo documento il titolo provvisorio e un breve riassunto della comunicazione prevista, massimo 400 parole; una breve nota biografica, che menzioni la vostra istituzione di affiliazione, 100–200 parole; un indirizzo email al quale contattarvi. Una risposta sarà trasmessa prima del 1 novembre 2026. Per quanto possibile, vi preghiamo inoltre di precisare nella vostra email le vostre esigenze di viaggio e alloggio.

Organizzazione

Thomas Mareite, EHESS/Mondes Américains/CERMA.

Finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del progetto MSCA “Reviving Empire: French and Spanish Visions of Imperial Renewal in the Greater Caribbean (1800–1830)”, Grant Agreement 101203324.

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