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CFP - Un mondo di mille tagli. Foreste, legno e industrializzazione nel mondo tra XIX e XX secolo (scadenza 30 novembre 2026)
La conferenza A World of a Thousand Cuts (Università di Torino, 6–8 luglio 2027) invita contributi sul rapporto tra foreste, legno e industrializzazione nel XIX e XX secolo, con particolare attenzione a lavoro, migrazioni, imperi, colonialismo, tecnologia e trasformazioni ambientali. Scadenza per l’invio delle proposte: 30 novembre 2026.
Le storiografie più consolidate dell’industrializzazione hanno abitualmente posto l’accento sulle nuove fonti energetiche e sui nuovi materiali che alimentarono questa fase di trasformazione, come il carbone, l’acciaio, il vapore e l’elettricità, assumendo implicitamente che il legno, importante risorsa dell’epoca preindustriale, fosse destinato a un inevitabile declino. Le storie dell’industrializzazione si sono inoltre concentrate in maniera sproporzionata sull’Europa e sul Nord America.
Muovendo dalle direttrici di ricerca dell’ERC Starting Grant “Industrial Wood: European Industrialisation as Seen from the Forests (1870–1914)”, questa conferenza si propone di ripensare la rilevanza del legno in un mondo caratterizzato da processi di industrializzazione diseguali nel corso del XIX e del XX secolo. La conferenza si inserisce nei più recenti percorsi interpretativi che richiamano l’attenzione sulla diversità materiale del metabolismo industriale, al fine di giungere a una comprensione più complessa delle storie sociali, economiche e ambientali dell’industrializzazione. Mira inoltre a decentrare geograficamente la prospettiva di ricerca e a mettere in luce i legami tra foreste e industrializzazione in un contesto globale.
L’industrializzazione, intesa come una trasformazione sistemica di carattere sociale ed economico, sostenuta da innovazioni tecnologiche e capace di produrre cambiamenti nei regimi di produzione, fu un processo diseguale e non sincronico, sia all’interno dell’Europa sia a livello globale, che si estese dalla fine del XVIII secolo fino a inoltrato XX secolo. Di conseguenza, il rapporto tra industrializzazione e sfruttamento forestale variò in funzione delle politiche nazionali e internazionali, dei mercati, delle normative giuridiche, dell’accesso alla tecnologia, dei movimenti ambientalisti, dei regimi di proprietà e di lavoro, delle dinamiche imperiali e delle forme del potere coloniale.
Attenti a tali complessità, gli organizzatori interpretano l’industrializzazione come un processo sociale ed economico asincrono, policentrico e di portata globale, attivato dalla convergenza di impulsi economici e agende politiche.
Sebbene nel corso dell’industrializzazione il legno sia stato progressivamente marginalizzato come combustibile, esso continuò a mantenere un ruolo rilevante nelle economie industriali come materiale da costruzione. Inoltre, le innovazioni tecnologiche e dei trasporti — al tempo stesso motori e prodotti dell’industrializzazione — resero le foreste sempre più accessibili allo sfruttamento su larga scala, portando il disboscamento industriale fino nelle aree forestali più remote e trasformandole radicalmente dal punto di vista economico, sociale ed ecologico.
Recenti studi storici, antropologici e archeologici, concentrati soprattutto sul Nord America e sull’Europa, mostrano come l’estrattivismo, le migrazioni e le immigrazioni e il degrado ambientale siano stati parte integrante di questo processo. Essi mostrano inoltre che l’industrializzazione della produzione del legname non comportò una rottura completa con le economie rurali e che la domanda di legno, sia come combustibile sia come materiale di produzione — per esempio per la carta o gli imballaggi — mutò a seconda dei diversi momenti storici.
Attraverso questa conferenza intendiamo ampliare geograficamente il dibattito, includendo storie globali dell’industrializzazione e interrogandoci sulle seguenti questioni: in che modo l’industrializzazione trasformò le foreste del mondo? Quali nuove relazioni, dipendenze e gerarchie produsse l’arrivo dell’industrializzazione nei contesti forestali, tanto rispetto agli ambienti naturali quanto rispetto alle vite lavorative connesse alla loro trasformazione?
Come cambia la nostra comprensione dell’industrializzazione se smettiamo di leggerla come una successione di sostituzioni e iniziamo invece a considerarla come un processo di persistenza, accumulazione e riarticolazione, nel quale i vecchi flussi di materiali ed energia non vengono cancellati da quelli nuovi, ma si intrecciano profondamente con essi, subendo a loro volta trasformazioni radicali?
In ultima analisi, che cosa significa industrializzare le foreste? E come dobbiamo adattare le nostre metodologie di ricerca per rispondere a queste domande?
La conferenza intende esplorare casi di studio che mettano congiuntamente al centro foreste e industrializzazione, in diversi contesti politici e aree geografiche nel corso del XIX e del XX secolo. I contributi dovranno riferirsi, senza tuttavia essere necessariamente limitati, ai seguenti temi:
- industrializzazione e consumo di legno;
- lavoro, migrazione, genere ed etnicità;
- imperi, colonialismo e decolonizzazione;
- impieghi industriali del legno, attività economiche legate al legname e geografie dei flussi del legname;
- reti, circolazione di idee e tecnologie;
- timberscapes industriali, ovvero complessi di produzione del legname, insediamenti operai e infrastrutture;
- deindustrializzazione e suo impatto sui mezzi di sussistenza;
- effetti ambientali dell’industrializzazione sulle foreste.
Sono invitati a presentare proposte studiosi e studiose delle discipline umanistiche e delle scienze sociali interessati a questi temi. L’obiettivo della conferenza è, in ultima analisi, favorire una convergenza interdisciplinare tra storia ambientale, storia sociale, storia economica, antropologia ambientale e discipline affini.
Sono benvenuti contributi di dottorandi e dottorande, ricercatori e ricercatrici post-doc e studiosi e studiose senior.
Organizzazione, invio delle proposte e scadenze
Per candidarsi alla conferenza è necessario inviare un unico file PDF contenente:
- un abstract della presentazione, comprensivo di titolo (massimo 500 parole);
- nome, affiliazione istituzionale e un elenco delle pubblicazioni rilevanti.
Le candidature devono essere inviate all’indirizzo inwood@unito.it.
Gli organizzatori copriranno pasti, spese di viaggio — volo in classe economica o treno — e alloggio. La conferenza si svolgerà in presenza.
Scadenza per l’invio delle proposte: 30 novembre 2026.
Le comunicazioni relative all’accettazione alla conferenza saranno inviate entro la fine di gennaio 2027.
Ai candidati selezionati verrà chiesto di inviare una bozza del proprio paper di 6.000 parole entro il 15 giugno 2027.
Gli organizzatori prevedono di pubblicare i contributi sotto forma di volume collettaneo oppure di numero monografico di una rivista.
Organizzatori
Giacomo Bonan, Kateryna Burkush, Vincenzo Colaprice, Csongor Jánosi, Claudio Lorenzini, Silvia Pizzirani
Il Call for Papers è disponibile anche in formato PDF sul sito del progetto INWOOD.
Bandi CFP