L’uomo a due dimensioni

L'uomo a due dimensioni. Tecnici e mondo del lavoro a Reggio Emilia nei lunghi anni Settanta

Collana: Saggi

Questa ricerca si confronta con la questione della funzione sociale dei tecnici dei saperi speciali, ossia diquell’insieme eterogeneo di figure (dal medico all’insegnante all’operatore sociale e dall’architetto all’operatore penitenziario e al magistrato) acco munate dalla centralità che la dimensione professionale acquisisce nel definirne l’identità collettiva. L’immagine centrale qui è quella del tecnico come “uomo a due dimensioni” – espandendo la nozione dell’ “uomo a una dimensione” proposta da Herbert Marcuse nel 1964.

Attraverso la microstoria dei tecnici di Reggio Emilia tra la metà degli anni Sessanta e la fine del decennio successivo, si intende suggerire la necessità di porre al centro della ricerca sui tecnici – uomini e donne – la contraddittorietà strutturale del loro ruolo e dei saperi di cui sono portatori, prodotta
dalla tensione permanente tra l’impianto delle politiche sociali e i bisogni dei gruppi subalterni, tra la struttura organizzativa deiservizi e la vicinanza con le realtà sociali, tra l’ideologia professionale e le motivazioni individuali, e infine tra la delega all’assistenza e la delega al controllo.

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