Manifattura Fratelli Fanciullacci (Montelupo Fiorentino)

La tradizione ceramica a Montelupo Fiorentino: la Manifattura Fratelli Fanciullacci

La storia della tradizione ceramica dei Fanciullacci ha inizio nel 1735 nella manifattura di Ginori di Doccia. Attorno al 1860, la famiglia Fanciullacci apre la propria fabbrica di ceramiche a Capraia, centro in fervido fermento per lo sviluppo artistico, organizzativo e tecnico della ceramica. Alla fine dell'Ottocento la scarsità di innovazioni tecnologiche e la spinta a un puro aumento quantitativo della produzione comportano una contrazione dei tempi di lavorazione, a discapito sia della qualità dei prodotti – le stoviglie presentano una forte presenza di piombo –, sia delle condizioni igienico-sanitarie delle maestranze. In quel contesto, i Fanciullacci promuovono una svolta tecnologica, introducendo macchine avanzate, una moderna organizzazione del lavoro e, soprattutto, un reparto specificamente dedicato alla ricerca e alla produzione di smalti e pigmenti a basso contenuto di piombo, a tutela della salute pubblica.

Forte di questo successo produttivo e commerciale, nel 1913 l’azienda viene trasferita definitivamente nella nuova sede di Montelupo Fiorentino, una scelta dettata dall’impulso espansionistico e dallo sviluppo aziendale nel territorio. Fino alla chiusura nel 1986, la fabbrica contribuisce indubbiamente alla crescita economica del territorio e rilancia la produzione della maiolica artistica per cui Montelupo è famosa fin dal Rinascimento. Non va tuttavia trascurato il suo notevole impatto ambientale: sono gli stessi lavoratori a battersi per una maggiore tutela ecologica, purtroppo senza successo.

Per conservare la traccia pubblica della storia e della memoria del lavoro che hanno caratterizzato la manifattura Fanciullacci nel corso del Novecento, il Comune di Montelupo ha promosso una ricerca nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana dell’area in cui sorgeva la manifattura di ceramica, demolita nel 2023. La restituzione prevede pannelli espositivi, testi di approfondimento e un video.